Fiori di Bach
I fiori di Bach mettono in sintonia con la propria essenza, con quelli che sono i sogni e le aspirazioni più vere: questi infatti agiscono sull’emotività e gli stati d’animo. Edward Bach scoprì che la coscienza funziona in base a determinati modelli di reazione, uguali per tutti gli esseri viventi, siano essi piante, animali o uomini, e che nei fiori di alcune piante selvatiche c’è “qualcosa” capace di riequilibrare i modelli di reazione alterati. Infatti individuò 38 schemi alterati di reazione, e li divise in sette gruppi. In questi sette gruppi sono comprese tutte le forme possibili di paura, di incertezza, di rifiuto della realtà, di solitudine, di influenzabilità, di disagio. La terapia consiste nella somministrazione al malato di essenze di “fiori non coltivati “, macerati al sole o bolliti, diluiti in una miscela di acqua e brandy (utilizzato probabilmente come conservante).
La malattia insorgerebbe là dove viene a mancare il collegamento della nostra personalità con il campo energetico cosmico, oppure dove si verifica un rifiuto del concetto di unità superiore. La frequenza della vibrazione della pianta adatta alla cura dei vari casi ristabilirebbe quindi la vibrazione che era venuta a mancare tra l’anima e l’io corporeo che avevano cessato di comunicare e, ristabilendo il flusso dell’energia cosmica, riporterebbe lo stato d’animo in un quadro positivo, portando alla guarigione. Questa teoria non può ovviamente essere scientificamente giudicata.
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