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L’acqua termale a contatto con un’argilla molto morbida dà origine, dopo un periodo di maturazione di circa 60 giorni, al fango.

I fanghi sono uno dei trattamenti più diffusi nei centri termali sparsi su tutto il territorio nazionale.

La Fangoterapia è utile per curare e risolvere patologie articolari ed è molto importante per detossinare e depurare l’organismo rafforzandone le difese naturali e nel ritemprarlo dallo stress della vita moderna.

E’ inoltre utilissimo per perdere peso superfluo, tonificare e rivitalizzare la pelle del corpo e del viso.

La fangoterapia è una pratica terapeutica effettuata mediante l’applicazione di fanghi.

Questi sono delle melme che scaturiscono da una commistione tra una parte solida, che è argillosa, ed una parte liquida, che è un’acqua termale, e vengono usati sotto forma di impacchi.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e alle alte temperature alle quali il fango viene applicato, esso è particolarmente indicato per curare tutti i casi di patologie articolari, specie l’osteoartrosi (artrosi della mano, del piede, del ginocchio, dell’anca e della colonna vertebrale) ma è utile anche come prevenzione dei reumatismi, della gotta (forma di artrite acuta dovuta a una eccessiva concentrazione di acido urico nel sangue), efficace contro alcune patologie ortopediche quali lussazioni, distorsioni o stiramenti, o come arma per combattere la cellulite, il sovrappeso e gli inestetismi della pelle.

La fangoterapia é invece generalmente sconsigliata a chi soffre di problemi circolatori, assolutamente vietata nei casi di cardiopatie gravi e deve comunque essere effettuata dietro consiglio e prescrizione del proprio medico.

Il trattamento si articola in quattro momenti diversi, ognuno con una funzione particolare.

Il fango: viene applicato ad una temperatura di 39° sulla parte del corpo da curare, dove rimane a riposare per circa 20 min.

L’applicazione provoca un aumento della temperatura corporea e della sudorazione con la conseguente accelerazione di alcuni processi metabolici.

Il bagno: dopo l’asportazione dello strato di fango, il paziente viene sottoposto ad un bagno in acqua termale di tipo sulfureo ad una temperatura di 37°-38°.

La reazione: dopo il bagno la persona viene asciugata con panni caldi e accompagnata in apposite stanze dove rimarrà dai 30 ai 60 min per permettere il compiersi della reazione sudorale, ovvero la risposta biologica scatenata dalla fangatura e dal successivo bagno caldo.

Il massaggio: questa operazione completa la seduta e grazie all’azione tonificante sulla muscolatura, permette di attenuare o eliminare il transitorio stato di astenia provocato dall’applicazione del fango, dal bagno e dalla successiva reazione sudorale.



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